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lunedì 23 settembre 2013

GTA V, l'incubo degli stolti


Ha destato non poco clamore nella comunità videoludica italiana il servizio di 111 secondi dedicato da studio aperto a GTA 5, additandolo di eccessiva ed inutile violenza e di una forte diseducatività

Che la "testata giornalistica" Studio Aperto non sia nuova a questi exploit moralizzanti lo sappiamo, succede a ogni titolo che possa fare notizia, definendo questa volta GTA ("per gli smanettoni" eh, che gli altri lo chiamano Grand Theft Auto)"Droga Virtuale" (!) ed etichettandolo come  "Violento, sanguinario, pulp come un film di Tarantino" 


da un gioco intitolato Grand Theft Auto cosa si aspettano, Hello Kitty e My Miny Pony che sbaciottano la folla?
Peraltro l'ultima volta che ho controllato sulla confezione del gioco campeggiava un bel quadrato rosso che accidenti, è bello difficile da non notare, sul povero faccione di Chop il Rotweiller:


PEGI 18 - questa arcana formula, degna dei manifesti di Feudalesimo e Libertà non è certo comprensibile per un/a padre/madre di famiglia, che imperterrita compra il videoludico intrattenimento per imbabolare il figlio innanzi alla televisione/console/computer, salvo poi lamentarsi dei contenuti inadeguati.

In fondo, se perfino Famiglia Cristiana ne ha parlato cautamente e senza demonizzarlo, forse anche i nostri "telegiornali" potrebbero farlo, così come i cari genitori italiani potrebbero imparare che se il proprio pargolo non è adatto per film "tarantiniani" non lo è nemmeno per GTA, o per qualsiasi gioco PEGI18.